Le proiezioni / Il cinema dell’arte

WASTE LAND & THE UNIVERSE OF KEITH HARING

Due giorni per immergersi nel mondo del cinema e dell’arte contemporanea, per scoprire le interazioni che avvengono quando il cinema, attraverso la forma del documentario, sceglie di narrare il mondo dell’arte contemporanea. Questo consente di indagare e scoprire in modo diretto l’immaginario dell’artista ritratto e di come prendono progressivamente forma le idee, i progetti in un viaggio  fino alla sorgente dell’ispirazione.

In questa occasione saranno presentati in prima proiezione pubblica a Milano i due film documentari:
•  “Waste Land” di Lucy Walker, sull’artista brasiliano Vik Muniz
•  “The Universe of Keith Haring” di Christina Clausen, sulla vita del giovanissimo Keith Haring.

Precedono le proiezioni due interventi: il curatore e critico d’arte Demetrio Paparoni introdurrà Waste Land a partire dalle 18.30. Gianni Mercurio, curatore e uno dei maggiori esperti italiani di Pop Art, presenterà il film su Keith Haring .

I relatori presenteranno i film che raccontano l’opera e il percorso di alcuni dei maggiori protagonisti delle arti e delle discipline performative del nostro tempo, con l’intento di restituire la ricchezza delle esperienze che compongono lo sfaccettato panorama della creazione contemporanea. Mostrare il mondo degli artisti attraverso il medium cinematografico significa svelare con disinvoltura un mondo spesso distante, e difficile da raggiungere. Questi documentari diventano un’occasione rara per sentire parlare del proprio lavoro e del proprio intimo gli artisti, entrare negli atelier, assistere  alla nascita dell’ opera.

WASTE LAND
BY LUCY WALKER
(Brasile, Gran Bretagna 2010, 98 min)

Un documentario edificante che evidenzia il potere di trasformazione dell’arte e la bellezza dello spirito umano. L’artista contemporaneo brasiliano, tra i più famosi, Vik Muniz ci porta in un viaggio emozionante da Jardim Gramacho, la discarica più grande del mondo alla periferia di Rio de Janeiro, alle vette della celebrità dell’arte internazionale.
Vik per realizzare le proprie celebri opere /composizioni di spazzatura, collabora con i brillanti catadores, raccoglitori di materiali riciclabili, veri personaggi Shakespeariani che vivono e lavorano nella discarica e citando Machiavelli ci mostra la via per riciclare e convertire noi stessi.
Ognuno di loro ha una storia diversa da raccontare, un trascorso burrascoso che portano con sé e che li ha condotti irrimediabilmente a legarsi a questo ambiente ai margini e allo stesso tempo al centro del mondo.
I racconti dei catadores, scanditi dalle fotografie di Muniz, crescono giorno dopo giorno in una comune partecipazione, tra le parole, le speranze e il potere catartico dell’’arte.
Tra le immagini del film che scorrono, restano impressi nella mente, più di ogni altra cosa, i sorrisi e l’energia che mai sembra potersi esaurire negli sguardi di queste persone toccate dall’arte.
Emerge la vitalità  in tutti i loro gesti, mentre raccontano ciò che stanno facendo per Vik, la loro concezione dell’arte, ma anche dai loro volti e corpi  immortalati da Muniz nella posizione dei celebri  dipinti  della storia dell’arte che lo  hanno reso uno degli artisti più famosi al mondo.

THE UNIVERSE OF KEITH HARING
BY CHRISTINA CLAUSEN
(Italia, Francia 2007, 82 min)

“L’arte è per tutti!” Così Keith Haring riassumeva il senso delle sagome stilizzate con cui ricopriva le strade di tutto il mondo. Vero e proprio fenomeno sociale in grado, nell’arco di un decennio (1980-1990), di rivoluzionare l’arte contemporanea, Haring rivive in questa poliedrica ricostruzione documentaria che ne ripercorre la biografia sin dall’infanzia.
Un percorso davvero approfondito nell’ambiente e nella storia di uno degli artisti più popolari e significativi dell’immaginario artistico contemporaneo.
Tra gli eccessi e le stravaganze degli anni ottanta, scorre la breve ma intensa parabola di Keith Haring, l’artista stroncato dall’Aids a New York il 16 Febbraio 1990, giovanissimo, a soli trentun anni. Di Haring si è scritto e detto tanto, ma in pochi hanno avuto accesso ai materiali contenuti in questo documentario, ai filmati privati e alle fotografie “domestiche” dell’artista, alla sua voce originale (dell’intervista audio di John Gruen – suo biografo ufficiale), alle aperte testimonianze di amici e artisti come di Bill T. Jones, Yoko Ono e David LaChapelle, che raccontano un’epoca piena di carica creativa e la fulminante carriera di un artista, che con il suo vocabolario universalmente comprensibile e la leggerezza dei suoi colori, ha imposto nel mondo la sua visione di un’arte finalmente accessibile a tutti. Fedelissimo allo spirito dell’artista, questo film, rivolto al grande pubblico non da nulla per scontato. È un graffito colorato: ritmo, energia e musica.

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