{"id":2067,"date":"2015-04-14T17:36:39","date_gmt":"2015-04-14T15:36:39","guid":{"rendered":"http:\/\/madeinart.it\/?p=2067"},"modified":"2016-02-12T14:12:09","modified_gmt":"2016-02-12T13:12:09","slug":"upcoming-exhibition","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/madeinart.it\/it\/upcoming-exhibition","title":{"rendered":"La Mostra"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h3>A\u00a0<a title=\"palazzo esposizioni\" href=\"http:\/\/www.palazzoesposizioni.it\/Home.aspx\" target=\"_blank\"><strong>Palazzo delle Esposizioni<\/strong><\/a> torna dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano <a title=\"david lachapelle\" href=\"http:\/\/www.davidlachapelle.com\/\" target=\"_blank\"><strong>David LaChapelle<\/strong><\/a> con una delle pi\u00f9 importanti e vaste retrospettive a lui dedicate. Sono\u00a0<strong>100 opere le opere in mostra<\/strong> di cui alcune totalmente<strong> inedite<\/strong>, altre presentate per la <strong>prima volta<\/strong> in un museo e\u00a0 molte di <strong>grande formato.<\/strong><\/h3>\n<p>Roma \u00e8 stata una citt\u00e0 fondamentale nella carriera artistica di LaChapelle. Nel 2006 infatti, durante un soggiorno nella Capitale, David LaChapelle ha occasione di visitare privatamente la Cappella Sistina; la sua sensibilit\u00e0 artistica \u00e8 scossa dalla bellezza e dalla potenza dell\u2019arte romana che danno il definitivo impulso alla necessit\u00e0 di imprimere una svolta alla sua produzione. Fino ad allora LaChapelle ha preferito che le sue foto viaggiassero sulle pagine di riviste di moda e di cataloghi senza testi. L\u2019obiettivo non \u00e8 mai stato fermarsi alla mera illustrazione, ma raggiungere un pubblico quanto pi\u00f9 vasto possibile \u2013 \u00e8 questo il suo modo di essere un artista pop \u2013 e portare la lettura dell\u2019opera sul piano dello shock emotivo. LaChapelle ha spinto la sua estetica fino al limite, ma nel 2006 se n\u2019\u00e8 andato di scena. Ha voltato le spalle alla mondanit\u00e0 per ritirarsi a vivere in un\u2019isola selvaggia, nel mezzo del Pacifico: \u201cAvevo detto quello che volevo dire\u201d. La mostra \u00e8 concentrata perci\u00f2 sui lavori realizzati dall\u2019artista a partire dal 2006, anno di produzione della monumentale serie intitolata <span class=\"s2\"><b><i>The Deluge<\/i><\/b><\/span>, che segna un punto di svolta profonda nel lavoro di David LaChapelle. Con la realizzazione di <span class=\"s2\"><b><i>The Deluge<\/i><\/b><\/span>, ispirato al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina, LaChapelle torna a concepire un lavoro con l\u2019unico scopo di esporlo in una galleria d\u2019arte o in un museo, opere non commissionate e non destinate alle pagine di una rivista di moda o a una campagna pubblicitaria. Dopo <span class=\"s2\"><b><i>The Deluge<\/i><\/b><\/span>, la produzione del fotografo americano si volge verso altre direzioni estetiche e concettuali. Il segnale pi\u00f9 evidente del cambiamento \u00e8 la scomparsa dai lavori seriali della presenza umana: i modelli viventi che in tutti i lavori precedenti (unica eccezione \u00e8 <span class=\"s2\"><b><i>The Electric Chair <\/i><\/b><\/span>del 2001, personale interpretazione del celebre lavoro di Andy Warhol) hanno avuto una parte centrale nella composizione del set e nel messaggio incarnato dall\u2019immagine, spariscono. Le serie <span class=\"s2\"><b><i>Car Crash<\/i><\/b><\/span>, <span class=\"s2\"><b><i>Negative Currencies<\/i><\/b><\/span>, <span class=\"s2\"><b><i>Hearth Laughs in Flowers<\/i><\/b><\/span>, <span class=\"s2\"><b><i>Gas Stations<\/i><\/b><\/span>, <span class=\"s2\"><b>Land <i>Scape<\/i><\/b><\/span>, fino alla pi\u00f9 recente <span class=\"s2\"><b><i>Aristocracy<\/i><\/b><\/span>, seguono questa nuova scelta formale: LaChapelle cancella clamorosamente la carne, elemento caratterizzante della sua arte. Per permettere al pubblico di conoscere le \u201corigini\u201d del lavoro di LaChapelle degli anni precedenti a <span class=\"s2\"><b><i>The Deluge<\/i><\/b><\/span>, verr\u00e0 esposta anche una selezione di opere che comprende ritratti di celebrit\u00e0 del mondo della musica, della moda e del cinema, scene con tocchi surrealisti basati su temi religiosi, citazioni di grandi opere della storia dell&#8217;arte e del cinema; una produzione segnata dalla saturazione cromatica e dal movimento, con cui il fotografo americano ha raggiunto la propria riconoscibile cifra estetica e ha influenzato molti artisti delle generazioni successive. L\u2019esposizione ospiter\u00e0 anche una rassegna di filmati che attraverso i back stage dei suoi set fotografici, ci illustrano il complesso processo di realizzazione e produzione dei suoi lavori.<\/p>\n<h3 class=\"p2\">BIOGRAFIA<\/h3>\n<p class=\"p3\">David LaChapelle \u00e8 famoso a livello internazionale per il suo eccezionale talento nel combinare un\u2019originale estetica iperrealistica con profondi messaggi sociali. La sua carriera fotografica \u00e8 iniziata negli anni Ottanta quando LaChapelle cominci\u00f2 a esporre le sue opere d\u2019arte nelle gallerie di New York. Dopo aver frequentato la North Carolina School of Arts, si trasfer\u00ec a New York dove si iscrisse alla Art Students League e alla School of Visual Arts. Grazie a mostre in gallerie come 303 Gallery, Trabia McAffee e altre, il suo lavoro attir\u00f2 l\u2019attenzione di Andy Warhol, che gli offr\u00ec il suo primo incarico fotografico professionale.<\/p>\n<p>Le sue fotografie di personaggi famosi su \u201cInterview\u201d furono accolte positivamente e ben presto LaChapelle si ritrov\u00f2 a fotografare per svariate testate di prestigio e a creare alcune delle campagne pubblicitarie pi\u00f9 memorabili della sua generazione.<\/p>\n<p>Dopo essersi affermato nel campo della fotografia contemporanea, LaChapelle ha ampliato il suo lavoro a comprendere la regia di video musicali, eventi teatrali dal vivo e documentari. Ha all\u2019attivo la regia di video musicali per artisti come Christina Aguilera, Moby, Jennifer Lopez, Amy Winehouse, Britney Spears e No Doubt. Il suo lavoro per il palcoscenico comprende<\/p>\n<p class=\"p4\"><span class=\"s2\"><b><i>The Red Piano <\/i><\/b><\/span>di Elton John, lo spettacolare show del Caesars Palace che ha ideato e diretto nel 2004. Il crescente interesse per il cinema lo ha portato a realizzare il cortometraggio documentaristico <span class=\"s2\"><b><i>Krumped<\/i><\/b><\/span>, premiato al Sundance, da cui ha sviluppato il film <span class=\"s2\"><b><i>RIZE<\/i><\/b><\/span>, acquistato per la distribuzione in tutto il mondo da Lion\u2019s Gate Films. La pellicola \u00e8 uscita nelle sale degli USA e di 17 paesi diversi nell\u2019estate del 2005 con enorme entusiasmo della critica, ed \u00e8 stata scelta per aprire il Tribeca Film Festival 2005 a New York. Negli ultimi anni LaChapelle \u00e8 tornato alle origini, esponendo le sue opere in alcune delle gallerie e dei musei pi\u00f9 prestigiosi al mondo. Hanno accolto il suo lavoro gallerie come la Paul Kasmin Gallery di New York, la Jablonka Galerie di Berlino, la Robilant + Voena Gallery di Londra e la Maruani &amp; Noirhomme in Belgio e istituzioni come il Museo de Arte Contempor\u00e1neo in Per\u00f9, il Palazzo delle Esposizioni e Palazzo Reale in Italia, il Barbican di Londra e la Helmut Newton Foundation a Berlino.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A\u00a0Palazzo delle Esposizioni torna dopo oltre quindici anni il grande artista fotografo americano David LaChapelle con una delle pi\u00f9 importanti e vaste retrospettive a lui dedicate. Sono\u00a0100 opere le opere in mostra di cui alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e\u00a0 molte di grande formato. 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