{"id":3696,"date":"2022-10-20T23:23:51","date_gmt":"2022-10-20T21:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/madeinart.it\/?page_id=3696"},"modified":"2022-10-20T23:44:18","modified_gmt":"2022-10-20T21:44:18","slug":"the-exhibition","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/madeinart.it\/it\/maxernst\/the-exhibition","title":{"rendered":"La mostra"},"content":{"rendered":"<p>ngg_shortcode_0_placeholderLa mostra, <strong>promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura<\/strong> e <strong>da Palazzo Reale con Electa<\/strong>, in collaborazione con <strong>Madeinart<\/strong>, \u00e8 curata da <strong>Martina Mazzotta e Ju\u0308rgen Pech<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre <strong>400 <\/strong>sono <strong>le opere tra dipinti, sculture, disegni, collages, fotografie, gioielli e libri illustrati<\/strong> provenienti da musei, fondazioni e collezioni private, in Italia e all\u2019estero. Tra questi: la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim Collection e il Museo di Ca\u2019 Pesaro di Venezia, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Cantini di Marsiglia, i Musei Statali e la Fondazione Arp di Berlino, la Fondazione Beyeler di Basilea, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid.<\/p>\n<p>Il lungo lavoro di studio e d\u2019indagine compiuto dai curatori ha permesso di includere tra i prestiti, che vantano la presenza di un\u2019ottantina di dipinti, anche <strong>opere e documenti<\/strong> che <strong>non venivano esposti al pubblico da parecchi decenni<\/strong>. L\u2019immensa vastit\u00e0 di temi e sperimentazioni dell\u2019opera di Ernst si spalma su <strong>settant\u2019anni di storia del XX secolo, tra Europa e Stati Uniti,<\/strong> sfuggendo costantemente a una qualsivoglia definizione. Pictor doctus, profondo conoscitore e visionario interprete della storia dell\u2019arte, della filosofia, della scienza e dell\u2019alchimia, <strong>Max Ernst <\/strong>viene presentato in questo contesto quale <strong>umanista in senso neorinascimentale<\/strong>. Se Andr\u00e9 Chastel affermava di rinvenire in Ernst una sorta di \u201creincarnazione di quegli autori renani di diavolerie tipo Bosch\u201d, Marcel Duchamp vi aveva rintracciato \u201cun inventario completo delle diverse epoche del Surrealismo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Al piano nobile di Palazzo Reale<\/strong> i visitatori potranno immergersi in un <strong>avvincente itinerario che ripercorre l\u2019avventurosa parabola creativa dell\u2019artista<\/strong>, segnata dai grandi avvenimenti storici del XX secolo e costellata di amori straordinari, nonch\u00e9 di amicizie illustri. <strong>Il percorso<\/strong>narra le vicende biografiche di Ernst raggruppandole <strong>in 4 grandi periodi, a loro volta suddivisi in 9 sale<\/strong> <strong>tematiche<\/strong> che dischiudono approcci interdisciplinari alla sua arte. Un\u2019ampia, ideale biblioteca, quella dell\u2019artista, fatta di libri illustrati, manuali per lo studio, fotografie, oggetti e documenti, si snoda attraverso tutto il percorso della mostra, invitando i visitatori ad attivarsi in giochi di rimandi e corrispondenze tra le fonti d\u2019ispirazione e le opere stesse.<\/p>\n<p><strong>All\u2019ingresso <\/strong>delle sale espositive il pubblico viene subito invitato a cimentarsi con un capolavoro che compie quest\u2019anno un secolo, <strong>Oedipus Rex (1922)<\/strong>. Le prime due sale, intitolate <strong>1. La rivoluzione copernicana; 2. All\u2019interno della visione<\/strong>, accompagnano la prima parte della biografia di Ernst, Germania: 1891-1921. Vi si narrano gli anni dell\u2019infanzia e della formazione in Germania, fonti di memoria e ispirazione per tutta la vita dell\u2019artista; la Grande Guerra, combattuta in prima persona ed equiparata a un periodo di morte; la risurrezione, il ritorno alla vita, il matrimonio e la nascita del figlio Jimmy, l\u2019avvento rivoluzionario di Dada e l\u2019invenzione del collage, la prima mostra in Francia e il proto-surrealismo. La seconda parte della biografia &#8211; Francia, 1922-1940 &#8211; accompagna le due sale successive.<\/p>\n<p>Nella numero <strong>3. La casa di Eaubonne<\/strong>, ripropone una ricostruzione, integrata con frammenti originali, della casa affrescata in cui Ernst visse il m\u00e9nage a trois con Gala e Paul \u00c9luard. Il ruolo centrale dell\u2019amore, dell\u2019amicizia e dell\u2019erotismo nelle sue scelte e nella sua poetica diventa poi protagonista della sala<strong> 4. Eros e metamorfosi<\/strong>. Tra le opere presenti nelle prime 4 sale: Crocifisso (1914), Fiat Modes Pereat Ars (1919), I Cormorani (1920), Les Malheurs des Immortels (1922, nell\u2019unica edizione acquarellata), i frammenti della casa di Eaubonne (1923), Il bacio (1927), Gli uomini non ne sapranno nulla (1927).<\/p>\n<p>La mostra prosegue raccontando gli anni trascorsi da Ernst a Parigi e in Francia, l\u2019affermarsi del Surrealismo, il secondo matrimonio con Marie-Berte e poi l\u2019amore con Leonora Carrington, le amicizie profonde, gli scambi e le collaborazioni con tanti protagonisti delle avanguardie, i viaggi e le sperimentazioni, l\u2019avvento della Seconda Guerra, la prigionia da \u201cartista degenerato\u201d ricercato dai nazisti. L\u2019esilio negli Stati Uniti, organizzato grazie al supporto del figlio Jimmy e soprattutto di Peggy Guggenheim, che l\u2019artista sposer\u00e0 per un breve periodo, introduce alla parte della biografia America, 1941-1952.<\/p>\n<p>L\u2019inserimento nella scena internazionale di New York, il grande amore e poi il matrimonio con Dorothea Tanning, il trasferimento a Sedona, in Arizona, nella casa costruita e decorata dagli artisti, introducono alle successive sale: 5. I quattro elementi (foreste\/terra, uccelli\/aria, mare\/acqua, orde\/fuoco),<strong> 6. Natura e visione, 7. Il piacere di creare forme (Gestaltungslust) <\/strong>&#8211; il piacere dell\u2019occhio (Augenlust). Qui emerge in particolare il ruolo che la natura e il paesaggio ricoprono nell\u2019invenzione di tecniche (frottage, grattage, decalcomania e dripping), nella creazione di filoni del fantastico e del meraviglioso che investono anche la scultura e l\u2019oreficeria, riflettendo una costante tensione dialettica tra parola e immagine, tra spirito e materia.<\/p>\n<p>Tra le opere presenti in queste sezioni, si segnalano Histoire Naturelle (1925), Monumento agli uccelli (1927), La foresta (1927-28), Uccello-testa (1934-35), Un orecchio prestato (1935), La citt\u00e0 intera (1936-37), Un tessuto di menzogne (1959), La festa a Seillans (1964). Il ritorno in Europa, 1953-1976, prosegue con la sala numero <strong>8., intitolata Memoria e Meraviglia<\/strong>, che raccoglie opere dei diversi decenni e illustra come la storia della cultura, il ritorno dell\u2019antico diventino fonti d\u2019ispirazione e oggetto dell\u2019arte meravigliosa di Ernst: un\u2019arte che intrattiene con il passato e la memoria un rapporto intimo e consapevole. Tra le opere presentate: Piet\u00e0 o La rivoluzione la notte (1923), L\u2019antipapa (ca.1941), L\u2019angelo del focolare (1937), Sogno e rivoluzione (1945-\u201946), Progetto per un monumento a Leonardo da Vinci (1957), Tra le strade di Atene (1960), H\u00f6lderlin, Poemi (1961), Il Romanticismo (1964), Ritratto di un antenato (1974). Un gran finale, con lo sguardo rivolto alle stelle, \u00e8 rappresentato dalla sala <strong>9. intitolata Cosmo e crittografie<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli anni che precedono lo sbarco dell\u2019uomo sulla Luna, arte e scienza dialogano nelle opere di Ernst,&nbsp;dischiudendo sguardi inediti sul cosmo e coinvolgendo l\u2019astronomia come l\u2019antropologia, la fisica come la patafisica. Opere, libri e cinema introducono alle straordinarie scritture segrete dell\u2019artista, a quelle crittografie che si spingono oltre ai linguaggi codificati e si rivolgono a coloro che sono capaci di svelare i misteri del cosmo. Tra le opere esposte: Il mondo dei naives (1965), Il mondo dei confusi. Rifiuto assoluto di vivere come un tachiste (1965), Maximiliana o l\u2019esercizio illegale dell\u2019astronomia (1964). Come in <strong>una grande Wunderkammer, e in analogia con l\u2019universo di Max Ernst, la mostra e il volume<\/strong> che l\u2019accompagna sfidano i visitatori a cimentarsi in affascinanti e intriganti giochi di percezione tra stupore e meraviglia, ove logica e armonia formale si accompagnano a enigmi impenetrabili, ove opere, tecniche e costellazioni di simboli conducono oltre la pittura.<\/p>\n<p>La mostra sar\u00e0 accompagnata da <strong>un catalogo edito da Electa<\/strong>, da una guida e da una nuova edizione, sempre di Electa, di due opere fondamentali di Paola D\u00e8cina Lombardi sul movimento surrealista: Surrealismo 1919-1969. Ribellione e immaginazione e La donna, la libert\u00e0, l\u2019amore. Un\u2019antologia sul surrealismo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e da Palazzo Reale con Electa, in collaborazione con Madeinart, \u00e8 curata da Martina Mazzotta e Ju\u0308rgen Pech. 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