Anish Kapoor - Dirty corner
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Anish Kapoor - Dirty corner
Anish Kapoor - Dirty corner

 

Dirty Corner è il titolo dello straordinario appuntamento a Milano  con    Anish Kapoor, universalmente riconosciuto come uno dei più importanti artisti viventi.

Dal 31 maggio nelle sedi espositive della Rotonda di via Besana  (dal 31 maggio al 9 ottobre 2011) e della Fabbrica del Vapore (dal 31 maggio 2011 al 31 gennaio 2012) si aprono al pubblico contemporaneamente due grandi mostre, entrambe curate da Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni. L’importante iniziativa, tra gli eventi artistici più attesi in Italia, è promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dall’Assessorato Sport e Tempo libero con la società di produzione artistica MADEINART.

Fabbrica del Vapore
Dirty Corner site specific installation
La mostra si è conclusa il 31 gennaio 2012

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La mostra alla Fabbrica del Vapore è composta dalla monumentale installazione site-specific dal titolo Dirty Corner, appositamente realizzata per la mostra di Milano. L’installazione – realizzata con il supporto della Galleria Continua, di Lisson Gallery  e della Galleria Massimo Minini – è costituita da un grande volume in acciaio lungo circa 60 metri e alto 8 che attraversa lo spazio della “Cattedrale” ed all’interno del quale i visitatori possono entrare.
 L’opera verrà coperta progressivamente da una montagna di terra di circa 160 metri cubi, trasportati da un sistema di nastri trasportatori.

Rotonda della Besana
La mostra si è conclusa il 9 ottobre 2011

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La Rotonda di via Besana  ospita una selezione delle opere, tra cui My Red Homeland, 2003, una monumentale installazione formata da cera rossa disposta in un immenso contenitore circolare e composta da un braccio metallico connesso ad un motore idraulico che gira sopra un asse centrale, spingendo e schiacciando la cera, in un lento e silenzioso atto infinito di creazione e distruzione.
“L’opera – spiegano i curatori nel libro-catalogo edito da Skira – “è costituita da due materiali diversi: la cera e il metallo del marchingegno. L’insieme non è formato da pezzi che si compongono tra loro. Infatti, il volume di cera non esisterebbe senza il braccio meccanico e le piastre sagomanti che ne modellano la forma, così come il braccio meccanico e le piastre sagomanti non avrebbero ragione di esistere senza la cera da modellare. Ci troviamo ancora una volta dinanzi a un insieme indivisibile, che presuppone la compresenza di un negativo virtuale (la porzione bucata del marchingegno) e di un positivo (la cera modellata). In queste opere c’è dunque l’idea che la mente debba essere in grado di ricostruire a memoria la totalità dell’opera anche quando può percepirne solo una sezione.”

Completerà l’esposizione una serie di sculture in acciaio tra cui: C-Curve, 2007; Non Object (Door), 2008; Non Object (Plane), 2010 ed altre che garantiscono effetti percettivi di grande impatto nel capovolgere e deformare le figure che vi si riflettono, nella costante creazione di una realtà inedita e imprevedibile.

Si tratta, infatti, di sculture interattive che provocano nello spettatore una percezione, deformata dello spazio, sovente accompagnata da un leggero fastidio uditivo, causando un senso di straniamento che può portare a una leggera perdita di equilibrio.

La mostra alla Rotonda della Besana si è conclusa il 9 ottobre 2011.

Catalogo Dirty Corner ed. Skira

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